L’interazione online è fondamentale in quanto mette il cliente in relazione con l’uso del prodotto, con l’esperienza di altri clienti e/o di blogger e instagrammer che ne parlano, con il marchio e le iniziative dell’azienda: vendere online non è un’operazione statica e non si può proporre solo una vetrina dei propri prodotti, occorre animare l’esperienza del cliente e coinvolgerlo perché si senta a proprio agio sulle nostre pagine e voglia tornarci di quando in quando. Ci sono varie tattiche per intrattenere il cliente, dai concorsi online al gaming, agli eventi in diretta streaming, alle consulenze personalizzate (richiestissime nel beauty) e comincia a farsi strada la Realtà Aumentata: si tratta di una tecnologia in grado di arricchire l’ambiente reale con elementi digitali tali da entrare a far parte del contesto; in pratica, app e software dedicati permettono ad esempio di inquadrare l’ambiente in cui ci si trova (una stanza, un giardino, un sito archeologico o punto in un museo) e di potervi inserire elementi digitali aggiuntivi (mobili, lampade, immagini animate come i Pokemon, informazioni scritte interattive ovvero con link di approfondimento).
La Realtà Aumentata quale esperienza che coinvolge prima della vendita
La Realtà Aumentata (o AR Augmented Reality) permette di interagire con l’ambiente e dunque di modificarlo o “provare a vederlo” con elementi digitali ma con misure e contestualizzazione certi: in questi ultimi anni il design-arredo ha avuto benefici nel proporre e vendere online grazie alla AR in quanto offrendo al cliente la possibilità di inquadrare il proprio ambiente e di inserirvi man mano complementi d’arredo o arredi completi si è verificato un aumento delle visite sui siti, del tempo medio passato sulle pagine o sulla app dell’azienda, nonché delle vendite online; l’esempio più conosciuto nel settore è Ikea, con la sua app The Place. La gioielleria e l’orologeria sono settori interessati alla AR: tra gli altri, WatchBox permette di “provare” i propri orologi di lusso con questa tecnologia, nella gioielleria annoveriamo Tiffany, Cartier, Pandora. Gli stessi marketplace intrattengono i propri utenti unici con la AR: Asos consente di provare gli abiti su avatar che al momento sono degli standard rispetto alle diverse morfologie corporee (in attesa di valutare se e come scansionare un avatar realmente personalizzato, naturalmente valutando problematiche di privacy e sicurezza). Ed ancora, vi sono marchi che preferiscono arricchire l’esperienza del cliente con la AR nei negozi: Nike offre al cliente la possibilità di visualizzare le informazioni su un prodotto inquadrandolo (scansione) e, grazie alla realtà virtuale, di vedere come vengono realizzati i prodotti.
La Realtà Aumentata quale intrattenimento che fa tornare il cliente
La Realtà Aumentata è un potente strumento di intrattenimento anche dopo la vendita: un esempio sono le app che consentono il gaming in diverse forme, tra cui probabilmente la più conosciuta è Pokemon GO con cui ci si diverte “inserendo” gli elementi di gioco nell’ambiente reale in cui ci si trova semplicemente inquadrandolo. Nella gioielleria, un case history molto interessante è GemJoy, azienda che grazie alla AR offre ai propri clienti la possibilità di “giocare” con il gioiello che indossano inquadrando l’ambiente/ l’oggetto e creando animazioni a loro gusto come ad esempio il volo di farfalle dal braccialetto se si è in un giardino, o altro a piacere del cliente; si tratta di una funzionalità che porta l’attenzione e le emozioni del cliente sul prodotto e aumenta la probabilità che il cliente acquisti nuovamente da quel produttore. In Italia ci sono diverse esperienze sempre nella gioielleria: tra gli altri, citiamo la startup innovativa REM Jewel che offre al cliente la possibilità di rivivere i momenti e le emozioni legate al singolo gioiello semplicemente avvicinando il telefono all’oggetto per ritrovare foto, video, dediche personalizzate. La AR viene impiegata anche in altri settori, tra cui il campo medico: la FundamentaIVR utilizza la Realtà Aumentata e virtuale per rendere fruibili procedure mediche da parte di medici e professionisti in modo focalizzato rispetto al caso.
Conclusioni
In definitiva, di cosa abbiamo bisogno per offrire l’esperienza della Realtà Aumentata ai nostri clienti? Occorre creare una app che internauti e clienti potranno scaricare, e dotarsi di software per creare i contenuti con cui i clienti potranno interagire. Si tratta di investimenti alla portata anche delle PMI, e possono realmente sostenere le vendite online e l’export.