NFT è l’acronimo di Non Fungible Token ed è la definizione di certificato digitale di autenticità: una modalità per identificare con certezza l’originalità e l’unicità del contenuto del file, che quindi può anche essere oggetto di compravendita e di certezza della proprietà di un “oggetto virtuale” unico. Vengono registrati su blockchain, ovvero sui registri digitali, per memorizzare in modo sicuro, trasparente ed immodificabile i dati che certificano sia l’asset che la proprietà dell’asset: la possibilità di certificare i contenuti è la leva che crea letteralmente il mercato dei contenuti digitali sia in termini di passaggio di proprietà sia in termini di certificati a sostegno del business aziendale (come la certificazione della filiera agroalimentare).
Il mercato degli NFT è partito dal gaming, con alcuni contenuti grafici ed iconici che hanno aperto un mercato, seguiti in particolare dal mondo dell’arte in cui diversi artisti hanno iniziato talora a replicare le proprie opere in formato digitale ed in altri casi a creare opere originali in formato esclusivamente digitale, ed ancora dal mondo degli eventi e dal fashion: nel mondo dell’arte sono nate gallerie d’arte digitali che servono collezionisti con budget anche importanti, gli organizzatori di eventi hanno creato biglietti unici iconici ed altri contenuti, il fashion ha creato pezzi ed accessori solo virtuali (che vengono indossati dagli avatar nel metaverso o nel gaming) e poi ha offerto pezzi unici che dal NFT possono essere poi effettivamente creati su misura.
Piattaforme NFT e opportunità per l’export
L’interesse per i contenuti digitali ha letteralmente creato un mercato, e le relative piattaforme per la commercializzazione degli NFT: sono nati marketplace specializzati, alcuni nel tempo sono passati dal focus su NFT grafici e d’arte a trattare sempre più merceologie e sono di fatto diventati generalisti, altri hanno continuato a scegliere un segmento specifico.
Tra i marketplace NFT che oggi possiamo considerare generalisti (o meno focalizzati di altri) troviamo OpenSea, Rarible, LooksRare: dal punto di vista delle aziende, sono utili per l’export di grandi volumi, collezioni seriali e ancora per emettere token per i fidelity program per i clienti dei mercati target.
Ci sono poi marketplace NFT maggiormente focalizzati quali SuperRare e Nifty Gateway: ad accesso selettivo con utenti unici di diversi Paesi con budget importanti per pezzi/ edizioni uniche; sono interessanti per il mercato dell’arte, per il design-arredo e per gioielleria e fashion dell’alto di gamma.
Ed ancora, ci sono realtà come UNXD che è un marketplace verticale per il lusso: piattaforme specializzate nella traslazione digitale del lusso e della moda, adatte a creare prodotti “digital fashion” e ad intercettare il pubblico globale interessato al segmento (utilizzati tra gli altri da Dolce&Gabbana).
Potenziamento dell’export grazie alla blockchain
Nel concreto, come può un’azienda italiana interessata all’export a vendere attraverso i marketplace NFT? Non si tratta solo di proporre le referenze del catalogo come si fa caricando le schede prodotto sugli altri marketplace, ma di creare una sezione dedicata del catalogo che preveda referenze digitali: dalle calzature iconiche vendute alla fascia adolescenziale da far indossare al proprio avatar nel metaverso e sulle piattaforme di gaming (di grande richiamo quelle di Gucci a poco meno di 12 dollari), ai diamanti digitali quali ornamenti per smartwatch (una startup molto interessante), ai giochi virtuali che prendono forma mediante smartphone in abbinata a gioielli indossabili del brand (GemJoy), per arrivare all’edizione unica virtuale ed eventualmente anche fisica di oggetti (quadri, complementi d’arredo, penne, oggetti per la tavola, abbigliamento, accessori,…) venduti sulla base dei certificati di proprietà della blockchain.
E’ anche possibile utilizzare il NFT quale prodotto virtuale che anticipa quello fisico, soprattutto per opere ancora non realizzate (ceramiche artistiche, quadri, arredo, vino…): il sistema si chiama Redeemable (NFT + prodotto fisico), si mette in vendita il NFT l’acquirente lo compra con l’opzione del riscatto che se utilizzata fa scomparire il NFT dal commercio venendo sostituito dal prodotto fisico; lo schema permette un incasso immediato ma il riscatto può avvenire dopo diverso tempo (lo compro oggi, con quelle caratteristiche è solo mio e posso riscattarlo anche dopo anni come avviene per vini pregiati).
Ancora, un utilizzo importantissimo è la blockchain quale certificazione della filiera: molto apprezzato al punto che la nuova legge sul Made in Italy prevede finanziamenti specifici per le aziende al fine della creazione di tale strumento; inoltre, creando un NFT associato al prodotto lo si può trasferire sul wallet del compratore attestando origine, materiali e storia dello stesso permettendo di valorizzarlo anche in futuro se rivenduto.
Da ultimo, da citare il Token-Gating, ovvero i token selettivi/ di fidelizzazione che vengono venduti per dare priorità di accesso all’acquisto di collezioni limitate o disponibili online solo per poco tempo sino alla distribuzione fisica; vengono utilizzati per creare un canale distributivo esclusivo per i clienti alto-spendenti.