ITA
Open-menu

IA e Blockchain: l’Infrastruttura Tecnico-Giuridica tra AI Act UE 1689/2024 e Legge italiana 132/2025

IA e Blockchain: la nuova frontiera della compliance UE tra trasparenza, sicurezza e tutela legale per imprese e sistemi ad alto rischio.

L’integrazione tra Intelligenza Artificiale e Blockchain rappresenta una delle frontiere più promettenti per la conformità normativa nel mercato unico europeo.

Con l’entrata in vigore del Regolamento (UE) 2024/1689 (AI Act) e la sua declinazione nazionale nella Legge 23 settembre 2025, n. 132, l’Unione Europea e l’Italia hanno delineato un perimetro legale che richiede strumenti tecnici avanzati per garantire trasparenza e responsabilità.

1. La Blockchain come “Notaio” per la Conformità Europea

L’AI Act adotta un approccio basato sul rischio, imponendo obblighi particolarmente onerosi per i sistemi classificati “ad alto rischio”.

In questo contesto, la natura immutabile e decentralizzata della Blockchain funge da infrastruttura di conformità in tre modi chiave:

  • Certificazione dell’Addestramento: permette di registrare su un registro distribuito l’origine e l’integrità dei dati utilizzati per addestrare i modelli, garantendo che i dataset di alta qualità richiesti dalla norma non siano stati manipolati.
  • Audit Immutabili: i log di sistema, obbligatori per la tracciabilità degli eventi durante il ciclo di vita dell’IA (Art. 12 AI Act), diventano prove inoppugnabili se salvati su blockchain, facilitando il compito delle autorità di vigilanza.
  • Smart Contracts per la Compliance: queste procedure possono automatizzare l’accesso ai modelli di IA solo dopo che determinati requisiti di sicurezza e trasparenza sono stati verificati in tempo reale.

2. La Declinazione Italiana: I Pilastri della Legge 132/2025

La normativa italiana cala i principi europei nella realtà nazionale, focalizzandosi su settori critici come sanità, lavoro e pubblica amministrazione.

La Blockchain risponde ai requisiti specifici della legge attraverso:

  • Trasparenza (Art. 7): garantisce il diritto dell’utente di essere informato quando interagisce con un’IA, certificando la “storia” dell’algoritmo.
  • Tutela delle Professioni Intellettuali (Art. 13): permette di tracciare con precisione il contributo dell’IA rispetto all’intervento umano, proteggendo la responsabilità del professionista.
  • Diritto d’Autore (Art. 25): poiché la legge tutela solo le opere frutto dell’intelletto umano, le notarizzazioni su blockchain e gli NFT fungono da prova essenziale di paternità e originalità.

3. Sinergia Tecnologica e Sicurezza Nazionale

L’integrazione tra queste tecnologie risolve il paradosso della “scatola nera” (black box) dell’IA. Mentre l’algoritmo elabora, la blockchain documenta, creando un sistema di “pesi e contrappesi” digitali.

4. Conclusioni: Accountability e Sanzioni

L’adozione della Blockchain non è solo una scelta tecnica, ma una strategia per mitigare i rischi legali.

L’AI Act prevede infatti sanzioni severe, fino al 7% del fatturato annuo per le violazioni più gravi.

Inoltre, la Legge 132/2025 introduce il reato di diffusione illecita di Deepfake (Art. 26), ambito in cui il watermarking digitale notarizzato su blockchain sarà fondamentale per distinguere il reale dal sintetico in sede giudiziaria.

In definitiva, l’IA e la Blockchain insieme promuovono una vera sovranità tecnologica nazionale, permettendo alle imprese di trasformare la conformità normativa in un vantaggio competitivo basato sulla fiducia matematicamente dimostrabile.

Autori
Marco Tupponi
Marco Tupponi

Avvocato Cassazionista specializzato in Diritto Commerciale  e Diritto del Commercio Internazionale.

IA e Blockchain: l’Infrastruttura Tecnico-Giuridica tra AI Act UE 1689/2024 e Legge italiana 132/2025
27 maggio 2026
Digit Export