In Italia vi sono PMI della meccanica e della robotica che costituiscono una vera e propria eccellenza ma che trovano difficoltà nel competere con aziende di altri Paesi che esportano prodotti e macchinari anche ad un punto prezzo più elevato. La differenza? Nella gestione del post-vendita: l’azienda acquirente si aspetta di minimizzare o azzerare il fermo-macchina, serve un’assistenza immediata che spesso le aziende italiane non hanno in loco. Dunque, che fare? Oggi esistono soluzioni tecnologiche che permettono di risolvere a distanza: il Digital Twin è una riproduzione in 3D del prodotto/ macchinario che consente la gestione in digitale da parte del tecnico e/o addetto dell’azienda acquirente, guidato e supportato a distanza dai progettisti e tecnici dell’azienda che esporta; si tratta di un “gemello digitale” sul quale si può operare con simulazioni molto vicine al vero, durante le quali si possono condurre test o simulare un intervento di riparazione con la pre-verifica dell’esito, e il risultato è che il soggetto a distanza può essere guidato nell’intervento con altissima precisione e diminuzione considerevole della percentuale di errori nonché, soprattutto, nella diminuzione del tempo di fermo-macchina.
Il Digital Twin per l’assistenza post-vendita e la possibilità di creare ticket di servizio
Il Digital Twin (che trova anche un corrispettivo in edilizia con i software BIM per la progettazione e gestione dell’edificio da parte di team internazionali) permette di offrire una assistenza post-vendita di altissima affidabilità in tempi rapidi, dunque restituisce competitività: le aziende italiane che lo hanno introdotto hanno ottenuto una percentuale di vendite maggiore e, soprattutto, hanno battuto le offerte di concorrenti prima temibili proprio per il servizio post-vendita. Ed ancora, il Digital Twin permette di evidenziare una competenza aziendale e permette di creare valore agli occhi del cliente, al punto che in diverse situazioni il servizio post-vendita può essere valorizzato con ticket di assistenza che vengono quotate separatamente rispetto ai prodotti/macchinari, aggiungendo fatturato e dando all’azienda esportatrice la possibilità di avere una leva di fidelizzazione mediante la vendita di pacchetti di assistenza pluriennali. Il tutto partendo da investimenti del tutto compatibili per una PMI (si tratta di software), scalabili nel tempo, e che aprono alla possibilità di una linea di servizio che ha un valore aggiunto per i clienti più che proporzionale rispetto all’impegno dell’esportatore: senza il digital twin, non è raro che aziende con alta componente di progettazione e robotica nel proprio modello di business inviino ingegneri/progettisti presso le aziende clienti estere, con dispendio di risorse che non corrisponde al valore aggiunto riconosciuto dal cliente.
Il Digital Twin per la formazione a distanza
Le funzioni del Digital Twin non si fermano all’assistenza post-vendita: il modello è ottimo anche per la formazione tecnica, che può essere svolta a distanza con un’alta efficienza in chiave di simulazioni in ambiente immersivo, che consentono di provare procedure di produzione e di funzionamento della macchina, sistemi di manutenzione, gestione di eventi imprevisti, co-gestione di fermo-macchina e così via. L’azienda cliente può coinvolgere le proprie maestranze e propri ingegneri ma anche tecnici esterni e/o partner commerciali creando un livello di coinvolgimento diversamente impossibile, sia per numero di addetti sia per livello di familiarità e coinvolgimento rispetto alla macchina e, in definitiva, al fornitore (azienda italiana, nel nostro caso). Inoltre, è possibile creare manuali operativi interattivi, con la possibilità di attivare simulazioni on demand mentre si apprende un concetto, in modo da testarlo immediatamente.
I settori che hanno testato il modello Digital Twin sono diversi, in primis certamente l’automotive, a cui seguono l'industria, la sanità, l'edilizia e le smart city; ed ancora, per fare qualche esempio “inaspettato”, il porto di Rotterdam ha adottato il digital twin per monitorare ed ottimizzare le operazioni portuali, Singapore ha creato un modello 3D (Virtual Singapore) per la gestione, tra l’altro, di mobilità, clima e inquinamento.