Quando si leggono i principali report sull'e-commerce, i paesi nordici sono poco citati. Il focus è soprattutto sulle nazioni più storiche come Regno Unito, Germania e Francia. Tuttavia Danimarca, Finlandia, Norvegia e Svezia possono essere mercati interessanti per i Seller italiani.
Sebbene queste nazioni abbiano alcuni elementi caratteristici in comune (tra cui il clima rigido e l'alto tasso di digitalizzazione), è la Svezia a distinguersi nelle vendite online. Di fatto non è un caso che Amazon abbia aperto un canale proprio nel mercato scandinavo.
Dati di mercato sull'ecommerce
Secondo il rapporto E-commerce in the Nordics 2025 di PostNord, l’83% dei consumatori di Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia ha effettuato almeno un acquisto online negli ultimi 30 giorni, mentre il 73% ha acquistato almeno una volta da un ecommerce estero. La propensione al cross-border è particolarmente elevata in Danimarca, dove il 77% dei consumatori ha acquistato online da siti come Zalando, Temu, Wish o eBay; in Svezia invece la percentuale è più bassa (64%) grazie a un mercato domestico più sviluppato.
La Svezia resta dunque uno dei mercati di riferimento dell’area: nel 2025 le vendite ecommerce B2C hanno raggiunto 153 miliardi di corone svedesi, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente e un nuovo massimo storico.
Il Made in Italy nei paesi nordici
Prima di addentrarci nel mondo delle vendite online è opportuno fare un breve approfondimento sui prodotti italiani venduti nei paesi nordici.
In Svezia l’export italiano ha raggiunto circa 6,2 miliardi di euro nel 2025. Il dato è trainato soprattutto da macchinari e componentistica industriale (B2B), ma i beni di largo consumo italiani hanno un peso importante nei settori dell'agroalimentare, moda, arredamento/design, calzature, cosmetica e accessori. La Svezia è quindi particolarmente interessante per prodotti di fascia medio-alta, per i quali qualità e design costituiscono elementi distintivi.
La Danimarca invece è particolarmente ricettiva verso il Made in Italy legato al lifestyle. Infatti nel 2025 l’Italia ha esportato circa 4,2 miliardi di euro, e quasi 800 milioni (pari al 18,8%) erano prodotti alimentari, bevande e tabacco. Tra i prodotti italiani espressamente segnalati tra quelli maggiormente importati figurano caffè tostato e formaggi.
Anche la Norvegia è interessante soprattutto per prodotti premium. Nel 2025 ha importato dall'Italia merci per circa 3,68 miliardi di dollari. Guardando ai beni più riconducibili al Made in Italy consumer, emergono vino e bevande, arredamento, cosmetici e profumi, prodotti alimentari, formaggi, calzature, abbigliamento, ceramica e pelletteria.
Marketplace
I marketplace svolgono da sempre un ruolo chiave nel processo di internazionalizzazione per le imprese. Grazie a un'infrastruttura tecnologica già disponibile e a un pubblico consolidato, i marketplace possono rappresentare uno dei canali più rapidi per testare nuovi mercati, pur richiedendo un'attenta valutazione delle commissioni e dei costi operativi. Tuttavia è sempre utile fare un approfondimento preliminare sul regime IVA dei prodotti venduti nel mercato target, su eventuali restrizioni, divieti o requisiti di Legge previsti per la propria categoria di prodotti nonché sulle autorizzazioni necessarie da parte di brand, distributori e proprietari di marchi.
Nei paesi nordici Amazon gioca un ruolo importante da quando nel 2020 ha aperto il suo canale in Svezia. Con un unico account Seller europeo è possibile gestire le vendite sui dieci marketplace europei di Amazon, tra cui Amazon.se. La pubblicazione dei prodotti e l'effettiva possibilità di vendita dipendono tuttavia dalle impostazioni dell'account, dalle categorie abilitate e dai requisiti applicabili ai singoli mercati e i costi sono uguali a prescindere dal numero dei mercati aperti. L'account europeo consente di operare su più marketplace con un unico abbonamento Professionale, mentre le commissioni di vendita e i costi logistici dipendono dai servizi utilizzati, dalle categorie merceologiche e dal mercato di destinazione. Wood Company e AfroRicci sono casi di successo italiani che hanno ottenuto risultati tangibili con le vendite online in Svezia proprio grazie ad Amazon.
Un altro marketplace degno di nota è CDON.se. In questa piattaforma si vende di tutto: dall'elettronica all'abbigliamento, fino ai prodotti per la casa. Le aziende italiane possono iscriversi e pubblicare prodotti pagando un canone mensile (€ 39,00). Per ogni vendita conclusa, CDON applica una commissione da concordare.
Logistica
La logistica nei paesi nordici deve affrontare sfide diverse da quelle che conosciamo in Italia. Ad esempio, la Svezia è un paese vasto 450.000 km2 con una popolazione relativamente contenuta (circa 10 milioni). Le persone vivono in posti distanti e un numero piuttosto elevato di persone risiede in aree remote e difficili da raggiungere per i vettori. Pertanto esistono corrieri specifici e consolidati come PostNord (che dispone di API per etichette, prenotazioni, tracking e opzioni di consegna nonché un'app dedicata su Shopify), seguito da UPS, DHL, DB Schenker e Bring Parcel.
Anche i locker sono fondamentali nell'e-commerce nordico ma sono usati principalmente in Finlandia in quanto permettono di ritirare i pacchi quando si preferisce e senza aspettare il corriere. Sono spesso installati nei pressi di supermercati, abitazioni e altri luoghi di frequente passaggio e non è necessario rispettare gli orari di apertura dei punti di ritiro tradizionali.
Per i venditori che vogliono vendere nei paesi nordici, il consiglio è di affidarsi a corrieri internazionali come ad esempio Spring GDS, DHL, Asendia o BRT/DPD che consegnano poi i pacchi a corrieri locali.
Resi
I consumatori di Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia attribuiscono grande importanza alla semplicità delle procedure di restituzione e alla possibilità di utilizzare punti di raccolta facilmente accessibili. In Svezia, Danimarca e Norvegia i punti di ritiro rappresentano una delle modalità più utilizzate per rendere i prodotti.
Per un venditore italiano la gestione della logistica inversa può risultare più complessa, soprattutto quando il consumatore deve restituire un articolo direttamente a un magazzino italiano. In questi casi, il costo del trasporto internazionale può incidere sensibilmente sul margine del singolo ordine. Pertanto è opportuno fare le dovute valutazioni preliminari.
Pagamenti digitali
Nel 2026, considerando complessivamente i quattro mercati nordici, Swish e Vipps MobilePay hanno superato le carte come strumenti di pagamento online. Le abitudini, tuttavia, variano tra le nazioni: in Svezia Swish è diventato il metodo più utilizzato, mentre in Danimarca MobilePay è il preferito, ma le carte restano il sistema più usato.
Swish è nato nel 2012 per iniziativa delle principali banche svedesi. Consente di trasferire denaro istantaneamente tra conti bancari utilizzando lo smartphone e il Mobile BankID, il sistema di identità digitale svedese. Oggi conta oltre 8 milioni di utenti e viene utilizzato molto per gli acquisti e-commerce.
Vipps MobilePay, invece, nasce dalla fusione di Vipps (Norvegia) e MobilePay (Danimarca) nel 2022. I due servizi mantengono marchi e applicazioni distinti e riconoscibili, ma possono supportare pagamenti tra mercati nordici diversi. Il pagamento può essere addebitato su una carta associata al wallet. Vipps MobilePay offre anche la funzionalità Express permettendo così di abbreviare la compilazione del checkout.
Da segnalare infine che in Finlandia sono particolarmente importanti i pagamenti tramite online banking, che risultano il metodo preferito dai consumatori.
Per i venditori italiani non è banale attivare questi pagamenti locali. Ad esempio, Shopify per attivare Swish richiede espressamente che il negozio sia basato in Svezia. I venditori che vogliono utilizzare MobilePay devono appoggiarsi a Stripe. Il consiglio è di scegliere gateway di pagamento internazionali come Adyen che semplificano integrazioni, contratti e costi.
Fiscalità, dogane e Norvegia (VOEC)
E' importante ricordare che Svezia, Danimarca e Finlandia sono nell'Unione Europea mentre la Norvegia no. Pertanto vendere in Norvegia può comportare maggiori complessità amministrative e costi legati alle procedure doganali. Inoltre è importante conoscere l'esistenza del VOEC (VAT On E-Commerce), un regime fiscale norvegese semplificato che serve per gestire l'IVA sugli acquisti online effettuati dai consumatori presso ecommerce esteri.
Per i prodotti ammissibili al regime VOEC, il consumatore paga l'IVA norvegese (normalmente al 25%) direttamente al checkout del sito italiano. Se il venditore è correttamente registrato al VOEC e il numero VOEC viene trasmesso digitalmente allo spedizioniere, la consegna avviene normalmente senza ulteriori oneri doganali per il destinatario. Successivamente il venditore italiano dichiara e versa periodicamente l'IVA riscossa all'amministrazione fiscale norvegese. Va segnalato infine che esiste una soglia di 3.000 corone norvegesi che si applica al singolo articolo, non al valore complessivo dell'ordine. Inoltre alcune categorie di prodotto sono escluse dal VOEC: alimenti, integratori, vini e alcolici.
L'obbligo di registrazione fiscale per un'azienda italiana scatta generalmente quando le vendite imponibili verso destinatari norvegesi superano 50.000 NOK nell'arco di 12 mesi. Anche in questo caso il consiglio è di affidarsi ad uno studio internazionale di commercialisti.
Marketing e acquisizione clienti
Vendere online nei Paesi nordici richiede strategie di marketing adattate alle caratteristiche di ciascun mercato. Sebbene la popolazione presenti un elevato livello di digitalizzazione e una buona conoscenza dell'inglese, tradurre un sito di ecommerce nella lingua del paese di destinazione rappresenta un vantaggio competitivo, soprattutto in termini di fiducia e conversioni.
Dal punto di vista della SEO è fondamentale effettuare una ricerca delle parole chiave specifica per ciascuna nazione, evitando di limitarsi alla traduzione letterale delle keyword italiane. Le abitudini di ricerca, infatti, possono cambiare sensibilmente tra Svezia, Danimarca, Norvegia e Finlandia. A tal proposito si consigliano software per la SEO come Semrush o Ahrefs.
Per acquisire nuovi clienti è possibile utilizzare Google Ads e Meta Ads, affiancando campagne di influencer marketing con creator locali e attività sui comparatori di prezzo, come Prisjakt in Svezia e Prisjagt in Danimarca.
Conclusione
Non esiste un mercato nordico universalmente migliore per le imprese italiane. La scelta del paese dipende dalla categoria merceologica, dal posizionamento del brand, dalla concorrenza, dai costi logistici e dalla capacità di acquisire clienti in modo profittevole.
La Svezia offre un mercato ecommerce sviluppato, ma anche una concorrenza significativa. Danimarca e Finlandia presentano una maggiore propensione agli acquisti transfrontalieri, mentre la Norvegia richiede una gestione fiscale e doganale più articolata.
Per un'impresa italiana è quindi preferibile selezionare inizialmente uno o due mercati, testare la domanda e misurare i risultati economici prima di estendere le vendite all'intera area nordica. L'internazionalizzazione, infatti, non dovrebbe essere valutata soltanto in termini di fatturato generato, ma soprattutto in relazione ai margini effettivamente ottenuti.